Il nuovo Museo del Monte Bianco a Chamonix
Inaugurato nel luglio 2026, il nuovo Museo del Monte Bianco di Chamonix, il più grande museo di Francia interamente dedicato alla cultura montana, consolida definitivamente la destinazione come capitale alpina di riferimento.
Avviata nel 1898 da Joseph Cusin-Berlincourt, una collezione di 72 oggetti e opere d’arte legati alla storia della valle fu donata nel 1920 al comune di Chamonix. Il primo museo comunale «Alpin et du Mont-Blanc» vide così la luce nel 1926, per poi arricchirsi nel corso degli anni.
Ospitato dal 1969 nel magnifico edificio dell’ex Chamonix Palace, la realizzazione del nuovo museo ha rappresentato una sfida di grande portata, brillantemente superata da Guillaume Girod, l’architetto responsabile del progetto, che ha lavorato sotto l’occhio vigile degli Architetti dei Monumenti di Francia.
La trasformazione ha consistito nel ridare splendore alla facciata esterna ricostruendo la rotonda originale, spostando l’ingresso sul lato dell’Arve e riorganizzando i dintorni del museo per rendere più chiari gli accessi. L’interno riprende lo splendore del palazzo in stile Belle Époque, svelando una superficie espositiva raddoppiata a 1.200 m² su due livelli, una nuova reception, un negozio e tre percorsi tematici dedicati al legame tra l’uomo e la montagna nel territorio del Monte Bianco:
«Adattamenti» , racconto della trasformazione di una valle pastorale in capitale turistica;
«Imprese», che immerge il visitatore nel racconto della conquista dell’alta montagna;
«Paesaggi», punti di vista artistici sui paesaggi alpini, con, tra l’altro, le maestose tele di Gabriel Loppé (1825-1913), primo pittore a installare il proprio cavalletto in alta quota.
In linea con il progetto culturale, a partire da questo autunno una mostra temporanea inviterà a guardare il territorio con occhi diversi, sulla scia di «Metamorfosi dello sguardo: le Alpi esaltate», che getta una luce artistica sulle trasformazioni del paesaggio del Monte Bianco a partire dal XVIII secolo.
Un bob degli anni ’30, il bastone di Jacques Balmat* (vedi sotto), la torretta in legno dell’osservatorio Janssen costruito nel 1893 sulla vetta del Monte Bianco, una collezione di piccozze altamente simbolica per la valle…
Questi percorsi permetteranno di scoprire o riscoprire circa 18.000 pezzi importanti delle collezioni, ma anche attrezzatura da montagna contemporanea raccolta appositamente per la riapertura del museo, oggetti legati alle prime Olimpiadi invernali del 1924 o ancora un’anamorfosi dedicata alla capanna delle Périades.
« Abbiamo soprattutto ripensato completamente l’allestimento con dispositivi digitali e multimediali moderni »,
spiega Gabrielle Michaux, direttrice della rete dei musei. « Abbiamo inoltre voluto che questo museo a vocazione didattica fosse proiettato verso il futuro, con una sezione prospettica che dia voce agli scienziati che operano sul territorio e un timelapse che ripercorra la storia della valle dall’ultima glaciazione fino al 2100.»
Questi lavori di ampia portata* dovrebbero consentire di accogliere dai 30 ai 40.000 visitatori all’anno.
Per dare vita a questo museo, l’Ufficio del Turismo e la Comunità dei comuni della Valle di Chamonix-Mont-Blanc hanno creato un fondo dedicato denominato «Vallée à Énergies positives». Obiettivo: raccogliere, tramite il mecenatismo, 1 milione di euro entro 3 anni.
MILLET e LA BRASSERIE DU MONT BLANC hanno già aderito all’iniziativa.
* Costo: 8,6 milioni di euro finanziati dalla DRAC, dal dipartimento, dall’Unione europea, dalla Regione AURA e dalla città di Chamonix-Mont-Blanc.
CURIOSITÀ
1898: Fondazione del Museo Alpino e del Monte Bianco da parte del collezionista Joseph Cusin-Berlincourt
1920: Donazione delle collezioni al Comune di Chamonix
Luglio 1926: Inaugurazione del Museo Alpino all’interno del municipio
1969: Riapertura del museo nell’ex Chamonix Palace ad opera dell’Associazione degli Amici della Vecchia Chamonix
1° febbraio 2003: ottenimento del titolo di «Musée de France»
20 settembre 2021: Chiusura del Museo Alpino per lavori
11 luglio 2026: Apertura al pubblico del Museo del Monte Bianco
LO SAPEVATE?
Venduto all’asta, scambiato, nascosto, riapparso fugacemente, dimenticato… Il bastone con cui Jacques Balmat compì la prima ascensione del Monte Bianco l’8 agosto 1786 è rimasto introvabile per due secoli prima di essere ritrovato per caso, corredato di un certificato di autenticità, da Denis Pivot, una guida appassionata di storia dell’attrezzatura alpinistica.
Lungo 2,70 m e del peso di 1,7 kg, questo antenato della piccozza, dal valore inestimabile, è da scoprire nello spazio «Exploits» del nuovo museo.
Per saperne di più: https://www.chamonix.com/planifier-mon-sejour/infos-et-services/espace-presse/la-rocambolesque-histoire-du-baton-de-jacques-balmat
Scarica la cartella stampa del Museo del Monte Bianco: